La lezione di fusillo della signora Rosy
C’è stato un momento, durante l’evento dedicato ai Prodotti Agroalimentari Tradizionali a Salerno, in cui il vero protagonista non è stato più il microfono ma il tagliere di legno. È successo a noi: tra i tavoli allestiti per raccontare le eccellenze del territorio, ci siamo ritrovati davanti a un cartello che non lasciava scampo: “L’Oro di Felitto”.
Dietro quel tagliere, la signora Rosy, custode (questa volta sì, la parola è giusta) della tradizione del fusillo di Felitto, grembiule verde e sorriso pronto a smascherare chiunque pensasse di saperla lunga in cucina. E indovinate chi si è offerto volontario per la “dimostrazione pratica”? Esatto: noi due.
Il fusillo di Felitto, per chi non lo conoscesse, non è semplicemente una pasta a forma di spirale: è un piccolo atto di resistenza culturale. Si lavora a mano un impasto di farina e acqua, si tagliano delle striscioline, e poi – qui sta il bello – si avvolgono attorno a un ferretto (tradizionalmente un fil di ferro, oggi spesso uno spiedino di legno) con un movimento del palmo che sembra facile finché non lo provi tu.
E infatti non era facile. La differenza tra le mani esperte della signora Rosy, capaci di trasformare in pochi secondi una striscia di pasta in una spirale perfetta, e i nostri tentativi è stata… diciamo “evidente”.
Ma la cosa più importante è che la pasta tirata a mano sul tagliere, stesa in lunghe strisce dorate, ha comunque un profumo e una consistenza che in un sacchetto del supermercato semplicemente non si trova.
Quello che resta, al di là del risultato (perfettibile, diciamo così), è l’esperienza: la concentrazione richiesta da un gesto antico, la pazienza necessaria per imparare qualcosa che altri fanno da una vita, e la generosità di chi quella conoscenza la condivide senza remore, con il sorriso di chi sa che, in fondo, sta facendo un favore a chi ascolta.
Il fusillo di Felitto è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Campania, e iniziative come questa servono esattamente a questo: a far toccare con mano (letteralmente) un pezzo di patrimonio gastronomico che rischia altrimenti di restare solo un nome su un disciplinare. Noi, occasionali pasta-maker, possiamo solo dire grazie alla signora Rosy per la lezione, per la pazienza, e per non aver giudicato (troppo) i nostri fusilli improvvisati.