L’Export del Made in Italy è stato, e continua ad essere un settore fondamentale dell’economia italiana, con una continua crescita del fatturato nel corso degli anni. All’ estero tutti amano l’Italia, il paese dall’ottimo cibo, dai molteplici dialetti e dell’artigianato. Un punto di riferimento per la sanità mondiale e per tantissimi altri campi. Anche l’Italia ha i suoi aspetti negativi, ma sicuramente riesce ad eccellere con la qualità, la bellezza e la perfezione del “Made in Italy”. L’export è un punto di forza per l’economia italiana sia per le imprese, sia per il turismo.  Aiuta, infatti, a creare un’immagine di qualità al di fuori dell’Italia. Il 67% dei prodotti è destinato al territorio europeo; difatti Germania con il 13% e Francia con il 10,7% sono i principali importatori di prodotti italiani. Seguono poi l’America (9,6%), Svizzera (5,5%) e Regno Unito (5,2%). Con il Covid-19, nei primi mesi del 2020 i dati non sono andati proprio come previsto. Sia in Italia, che nel resto dei paesi, a causa della pandemia. I vari settori stanno subendo gravi ripercussioni, mentre quello alimentare, ha avuto un aumento proprio grazie al marchio “Made in Italy”, che nelle esportazioni ha registrato un +21% solo a Marzo con la vendita di pasta e +5,2% per il vino fuori dall’UE. Si può notare come il Made in Italy possa essere un’opportunità per far crescere il business di un intero settore facendo uso principalmente di strategie digitali. E forse il 44% delle aziende italiane che vende solamente in Italia dovrebbe sfruttare queste opportunità per espandere i propri orizzonti e cercare di incrementare il fatturato. Perché c’è poco da dire, il prodotto italiano piace e sono in molti a volerlo tra le proprie mani.

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