C’è un profumo, appena arrivi, che ti dice subito come andrà la settimana.
Il nostro era un misto di salsedine e macchia mediterranea, mentre scendevamo dall’auto con il passeggino, le borse ed Edo già impaziente di scoprire dove fosse finito il mare.
Attorno a noi, il resort si apriva su un promontorio a picco sull’acqua, con le Isole Eolie che disegnavano l’orizzonte: un panorama che, la prima sera, ci ha fatto restare in silenzio qualche minuto di troppo.
Le chiavi della macchina, da lì in poi, le abbiamo toccate una volta sola: un pomeriggio, per andare a scoprire Cefalù.
Con le sue viuzze strette e il duomo che sembra vegliare su tutto il paese, Cefalù si è rivelata una passeggiata a portata di piedini piccoli. Ci siamo persi tra le stradine senza fretta, io e Vincenzo che ci scambiavamo sguardi complici ogni volta che il piccolo si fermava a indicare qualcosa di nuovo, un gatto, una barca, un venditore di gelato. Il resto della settimana, invece, non ne abbiamo più avuto bisogno: immersi nei quaranta ettari di parco naturale del resort, tutto quello che ci serviva era già lì, a due passi.

Ma è tornando al Mangia’s Pollina Resort che abbiamo capito davvero cosa significasse essere in vacanza con un bambino piccolo senza sentirsi in gabbia. Ogni giorno era una scelta diversa, e la sceglieva lui. Alcune mattine puntava dritto verso l’ascensore scavato nella roccia che, attraverso un tunnel curato nei minimi dettagli, ci portava dritti sulla spiaggia: lo prendeva per mano quasi da solo, come se sapesse già che dall’altra parte lo aspettava il mare. Altre volte preferiva la piscina dei bambini, immersa nel verde, dove l’unico rumore era il cinguettio degli uccellini e le sue risate mentre schizzava acqua ovunque. E nei momenti di stanchezza, bastava un passo fino all’angolo dedicato ai più piccoli perché tornasse a sorridere tra giochi pensati apposta per lui.C’è stata anche una sera tutta nostra, quella del nostro terzo anniversario di matrimonio, festeggiata a cena al Triscele, con Edo seduto tra noi due, protagonista come sempre. Tra un piatto e l’altro, tra una risata e uno sguardo che diceva “ce l’abbiamo fatta anche quest’anno”, ci siamo ritrovati a ripercorrere gli anni insieme, con la stessa complicità di sempre, resa ancora più bella dal vederla riflessa negli occhi di nostro figlio.
E poi c’era tutto il resto, quello che rende una settimana speciale anche quando i riflettori sono puntati su un bimbo di un anno e mezzo. Siamo tornati a casa con la valigia piena di sabbia nelle scarpe e il cuore pieno di qualcosa che assomiglia molto alla leggerezza. Perché a volte una buona vacanza in famiglia non si misura in quante cose hai visto, ma in quanti sorrisi hai raccolto lungo la strada.
Il Mangia’s Pollina Resort, per noi, ne è stato pieno.
Se anche voi viaggiate con un bambino piccolo e cercate un posto dove il tempo torna a scorrere come dovrebbe: fidatevi, questo è uno di quei posti che si porta dentro.

 

 

 

 

 

 

 

 

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